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Presentazione

I.C. Pertini Ovada Alessandria


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Palpabile commozione aleggiava lunedì 5 giugno presso la Scuola Primaria “P. Damilano” in occasione della relazione dell’architetto Giorgio Olivieri sulla sua esperienza in Congo. Le classi prima A, prima B e terza C si sono riunite in aula magna per ascoltare la testimonianza di questo professionista che da trentadue anni opera come volontario in Africa e in Brasile. L’iniziativa è stata proposta dalle maestre in stretta relazione con la disciplina Cittadinanza e Costituzione che si propone di educare i bambini, fin dal primo anno di scuola, ai valori di convivenza civile con una particolare attenzione alla tutela e al rispetto dei diritti umani. Giorgio ha saputo catturare in maniera straordinaria l’attenzione degli allievi riportandoli indietro nel tempo quando, all’età di diciotto anni, con don Pino Piana e un gruppo di amici aveva calcato per la prima volta il suolo africano. L’Africa è divenuta per Giorgio una seconda patria e da allora non l’ha più abbandonata. Da alcuni anni è entrato a far parte, sempre con l’inseparabile don Pino, della Need You Onlus, un’associazione No-Profit nata alcuni anni fa da una idea di Adriano Assandri. Questo imprenditore piemontese ha raccolto intorno a sé un gruppo di amici, tra cui manager di grandi aziende ed insieme hanno deciso di dedicare parte del loro tempo e del loro denaro ai più deboli, in special modo ai bambini. E proprio Olivieri, come ha mostrato agli alunni in un avvincente filmato girato in Congo un mese fa, ha messo la sua professionalità di architetto a disposizione di quei piccoli. Il suo progetto si è snodato attraverso una Scuola Primaria e dell’Infanzia gestita dalle suore con una spaziosa pagoda adibita a refettorio, e una serie di casette che, a poco a poco, vengono abitate dalle famiglie del luogo. Ne sono state progettate un centinaio e dieci sono già state ultimate. I bambini sono rimasti colpiti dallo sguardo sorridente e solare di quei coetanei a dispetto dello sconfortante stato di povertà col quale si confrontano ogni giorno. Le parole di Giorgio hanno fatto vibrare le corde del loro cuore tanto da stimolare, da parte dei bambini, una pioggia di domande che, a ritmo incalzante, hanno generato un vivace dibattito. Prima di salutarci, mentre sullo schermo scorrevano i saluti dei volontari che nell’assolato Congo avevano portato un seme di speranza, Giorgio non è riuscito a trattenere le lacrime. Un pezzo del suo cuore era rimasto laggiù. Quando l’alunno Enrico, con l’innocenza disarmante della sua età, gli ha domandato il perché di quella commozione, Giorgio ha risposto: “Ho due figlie anch’io dell’età di quei bambini…ma la loro vita è molto differente…” L’applauso è scaturito spontaneo con la promessa che anche le nostre classi si dedicheranno ad un progetto per quei fratellini meno fortunati. Magari cominciando a non fare troppe storie a tavola…
                                                                       Le maestre delle classi prima A, Prima B, terza C