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Il nostro Istituto, che compie una profonda riflessione su tutto ciò che può riguardare le difficoltà di apprendimento, ha come sede privilegiata di discussione, in merito, il Collegio Docenti ed ha istituito un gruppo di docenti che, da commissione avanzata, crea per i colleghi materiali e momenti di riflessione, si tiene in contatto con gli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali per partecipare a convegni e studi e per essere presenti alle iniziative di aggiornamento dei docenti.

La situazione, come dai molti articoli presenti sul nostro sito e qui linkati, è stata affrontata ancor prima che il Ministero emanasse una legge che fissava diritti e doveri di tutte le parti in causa: alunni, famiglie, esperti di settore e scuola.

La problematica certo non si risolve con una legge ma con la sinergica collaborazione di tutti.

La certificazione di problematiche DSA per uno studente è solo l'inizio di un iter e di un percorso di formazione che certo può avere delle facilitazioni che la scuola si impegna a fornire, come la legge sancisce, ma che si risolve positivamente solo a patto di un forte impegno dello studente e delle famiglie che lo devono seguire molto da vicino.

Gli studenti sono riconosciuti DSA (soggetti con disturbi specifici di apprendimento) dalla scuola solo su presentazione di attestazione specialistica rilasciata dalla ASL di riferimento che si ottiene dietro lo svolgimento di precisi test e deve venire, per avere risultati a lungo termine sulla formazione degli alunni, prodotta precocemente (alla scuola primaria con possibili attenzioni fin dalla scuola dell'infanzia). Ricordiamo qui che le nostre scuole primarie eseguono di routine uno screening su tutti gli alunni.

Questa attestazione, poi, da dei diritti, ma una serie importantissima di doveri da parte degli stessi alunni e delle loro famiglie che, accettando un percorso duro e di impegno, magari non raggiungono i tanto sperati risultati eccelsi ma possono contare su una buona preparazione di base. I soggetti DSA dovranno riconoscere i loro limiti e con l'aiuto della scuola adottare gli  strumenti necessari spesso non per per superarli ma talvolta per raggiungere un equo compromesso tra compeeanza massima da acquisire e minimo risultato, per vivere serenamente anche se non senza fatica, gli anni di permanenza nelle scuola per ottenere almeno delle competenze di base.

Niente promesse quindi ma duro lavoro con una legge che ora sancisce i contorni di una problematica varia e che spesso esige uno studio caso per caso ma che le scuole cercheranno di rispettare nell'ottica sopradetta ed in assenza, ad oggi, di risorse se non quelle dell'impegno puntuale.

Di seguito si allegano alcune diapositive di sintesi dell'attuale situazione legislativa preparate dalla professoressa Barisone che con il professor Oliveri hanno trattato la problematica nell'ultimo collegio dei docenti, in collaborazione con tutti i docenti della scuola che si stanno confrontando con il lavoro giornaliero nelle classi